{"id":79800,"date":"2013-05-03T00:00:00","date_gmt":"2013-05-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/foraus.ch\/blog-post\/elezioni-nel-sottoceneri-tra-paure-del-popolo-e-identita-svizzera\/"},"modified":"2026-05-27T11:20:58","modified_gmt":"2026-05-27T09:20:58","slug":"elezioni-nel-sottoceneri-tra-paure-del-popolo-e-identita-svizzera","status":"publish","type":"blog-post","link":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/blog-post\/elezioni-nel-sottoceneri-tra-paure-del-popolo-e-identita-svizzera\/","title":{"rendered":"Elezioni nel Sottoceneri: tra paure del popolo e identit\u00e0 svizzera"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"fo-blog__detail__content__excerpt\">\n\n<em>Kelly Bergna \u2013 <\/em><strong>Domenica 14 aprile 2013, data della chiusura delle urne per l\u2019elezione del municipio e del consiglio comunale di Lugano, Mendrisio e delle Terre di Pedemonte. Una data che segna una svolta e conferma \u201cl\u2019onda leghista\u201d che aveva gi\u00e0 caratterizzato le elezioni del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio ticinese lo scorso aprile 2011. La Lega sempre pi\u00f9 presente nel contesto politico ticinese, una soluzione alle preoccupazioni dei cittadini? <\/strong>\n\n<\/div>\n<!--more-->\n<div class=\"fo-blog__detail__content__content\">\n<div class=\"fo-row\">\n<div class=\"fo-blog__content-html\">\n\nA Mendrisio e nelle Terre di Pedemonte il partito creato da Giuliano Bignasca riesce a conquistare per la prima volta un posto in municipio; ma il risultato pi\u00f9 folgorante \u00e8 quello di Lugano dove oltre a strappare un seggio allo storico partito di maggioranza, il partito liberale radicale (PLR), Marco Borradori conquista il titolo di sindaco di \u201cquindicina\u201d dopo 29 anni di una Lugano capitanata dal PLR Giorgio Giudici. Il nuovo municipio di Lugano si trova cos\u00ec composto da tre membri della Lega, Marco Borradori, Lorenzo Quadri e Michele Foletti, due membri del partito liberale, Giorgio Giudici e Giovanna Masoni Brenni, una socialista, Cristina Zanini Barzaghi e un PPD, Angelo Jelmini. Il consiglio comunale, invece, resta per la maggioranza composto dal PLR seguito dalla Lega dei Ticinesi.\n\n<strong>Lugano, la citt\u00e0 pi\u00f9 grande in Ticino, conquistata dalla Lega dei Ticinesi<\/strong>\n\nLa Lega si dimostra ancora una volta protagonista della politica ticinese con campagne elettorali e slogan che catturano la massa e sembrano dar voce alle preoccupazioni del cantone. Ma nonostante il risultato eclatante del partito, con anche l\u2019elezione dell\u2019ex presidente a vita della Lega Giuliano Bignasca deceduto il 7 marzo scorso, soltanto il 54% della popolazione di Lugano si \u00e8 recate alle urne (contro un 65% a Mendrisio). Se da una parte c\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 il desiderio di esprimere le proprie perplessit\u00e0 tramite la voce imponente della Lega, dall\u2019altra c\u2019\u00e8 anche un crescente disinteresse generale verso la questione politica. Quella del voto, simbolo per eccellenza della democrazia e della legittimit\u00e0 del governo, sembra un\u2019 azione che non interessa pi\u00f9 al popolo. Due domande allora sorgono spontanee: i cittadini non vanno a votare per atto di ribellione o perch\u00e9 non colgono l\u2019importanza di questa prerogativa? E quali sono i motivi che spingono la maggioranza di quei cittadini che credono ancora nel potere della democrazia a votare per la Lega dei ticinesi?\n\nUna prima risposta potrebbe essere quella che la gente non crede nella politica come strumento valido per cambiare le cose o, in alternativa, non crede ci sia qualcosa da cambiare. Ma se si crede nella politica perch\u00e9 credere nella Lega, o pi\u00f9 generalmente, perch\u00e9 credere nell\u2019UDC, il partito di maggioranza in Svizzera da cui la Lega riprende qualche slogan?\n\nSpesso si spiega il forte consenso della Lega con la sua capacit\u00e0 nel cogliere le paure della gente. La paura di perdere il proprio posto di lavoro a profitto di una mano d\u2019opera a basso costo dai paesi confinanti, la paura di essere vittime di un aggressione da parte di uno straniero che si sta ospitando, la paura che la voce di un cos\u00ec piccolo Stato non possa farsi sentire abbastanza nel contesto europeo, la paura di un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato in cui perdersi. Qualsiasi sia la motivazione la risposta \u00e8 veloce e aggressiva e le soluzioni alle grandi questioni sembrano evidenti: meno frontalieri, meno stranieri, meno Europa, ecc\u2026\n\n<strong>L\u2019identit\u00e0 svizzera &#8211; Valori e radici<\/strong>\n\nE se il vero problema risiedesse in una questione d\u2019identit\u00e0 o trovasse le sue radici nella confusione che il desiderio di affermare un\u2019identit\u00e0 svizzera ha generato? Qual \u00e8 l\u2019identit\u00e0 della Svizzera? Quali sono i valori fondatori e caratterizzanti della Svizzera? Chi \u00e8 un vero ticinese?\n\nColui che rimane indignato per gli stranieri che vendono droga ma che ne \u00e8 anche il primo cliente? (Secondo l\u2019ufficio cantonale di statistica nel 2011 le condanne a minori per violazione della legge sugli stupefacenti in Ticino si dividono in 132 per gli svizzeri e 24 per gli stranieri tra residenti e richiedenti d\u2019asilo). Colui che \u00e8 stufo degli italiani e vorrebbe erigere un muro alla dogana ma che va a fare la spesa in Italia perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 conveniente? Colui che crede nella democrazia e rimprovera quelle dittature orientali che non ascoltano il proprio popolo ma che allo stesso tempo non va a votare e risponde con un \u201cche noia sempre a parlare di politica\u201d? Colui che difende a spada tratta la giustizia e l\u2019umanit\u00e0 ma che \u00e8 pronto a fare delle distinzioni nel momento in cui questi criteri vanno applicati? Siamo cos\u00ec impegnati a definire quel che non ci rappresenta, come andare in giro con un coltello in tasca e avere quella che chiamano una \u201cviolenza insita nella cultura\u201d che se ci chiedono quali sono i valori della Svizzera recitiamo ideali tradizionali poco adatti al contesto attuale.\n\nSe la democrazia \u00e8 una delle virt\u00f9 della Svizzera, allora perch\u00e9 non andiamo a votare? Il federalismo \u00e8 parte dell\u2019identit\u00e0 Svizzera? Anche la coesistenza di quattro lingue differenti? Allora perch\u00e9 non proiettare questo valore di \u201cunione nella diversit\u00e0\u201d all\u2019estero? Noi difendiamo l\u2019individualit\u00e0 e la libert\u00e0 d\u2019opinione ma giudichiamo coloro che si differenziano dai nostri standard. Facciamo fatica ad adattarci all\u2019evolversi del tempo e ci attacchiamo come bambini impauriti alle tradizioni passate rimpiangendole e vedendo il futuro come minaccioso.\n\n<strong>Cosa aspettarsi dalla politica futura<\/strong>\n\nCosa sarebbe bello vedere nel futuro di Lugano e nel futuro della Svizzera? Uno spirito nuovo, che si nutre di fiducia e di speranza. Cercando di riscoprire i veri punti di forza e cercando di rendere partecipe anche il mondo esterno del sapere che ha condotto la Svizzera ad essere uno Stato in cui ci si vuole rifugiare. Basta con una politica che tende a fare del nostro Stato un paradiso intoccabile, che investe la maggior parte delle sue energie nel cacciare colui che \u00e8 considerato \u201cestraneo\u201d o \u201cpericoloso\u201d piuttosto che diffondere un esempio positivo di unione, di umanit\u00e0, di giustizia.\n\nSpero che la Svizzera ritrovi l\u2019essenza che pi\u00f9 le appartiene. Non mi sembra che le politiche della destra abbiano rassicurato l\u2019animo della gente che al contrario chiede sempre pi\u00f9 durezza e che ha sempre pi\u00f9 bisogno di dimostrare la sua autenticit\u00e0; non mi sembra che le buone parole della sinistra sulla tolleranza e la collaborazione abbiano arricchito di un nuovo ottimismo. Sarebbe bello che ogni partito si facesse un esame di coscienza per realizzare che sta perdendo sempre pi\u00f9 il sostegno del suo popolo e che una boccata d\u2019aria fresca farebbe bene alla nostra politica.\n\n<em><strong>Kelly Bergna<\/strong> \u00e8 studentessa ticinese al terzo anno di Bachelor in Relazioni Internazionali presso l\u2019Universit\u00e0 di Ginevra. Collabora con Foraus dall\u2019autunno del 2011, data della nascita del gruppo regionale ticinese.<\/em>\n\n<em>Le blog de foraus est un forum mis \u00e0 disposition tant des membres de foraus que d\u2019auteur-e-s invit\u00e9-e-s. Les contributions publi\u00e9es ici repr\u00e9sentent les opinions de leurs auteur-e-s. Elles ne refl\u00e8tent pas n\u00e9cessairement l\u2019avis de la r\u00e9daction ou de l\u2019association foraus.<\/em>\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"featured_media":0,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"archive-status":[],"region":[],"custom-themes":[1823],"class_list":["post-79800","blog-post","type-blog-post","status-publish","hentry","custom-themes-volkerrecht-multilateralismus"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/blog-post\/79800","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/blog-post"}],"about":[{"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/blog-post"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"archive-status","embeddable":true,"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/archive-status?post=79800"},{"taxonomy":"region","embeddable":true,"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/region?post=79800"},{"taxonomy":"custom-themes","embeddable":true,"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/custom-themes?post=79800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}