{"id":79897,"date":"2014-01-29T00:00:00","date_gmt":"2014-01-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/foraus.ch\/blog-post\/gli-italiani-in-svizzera-parenti-serpenti\/"},"modified":"2026-05-27T11:21:12","modified_gmt":"2026-05-27T09:21:12","slug":"gli-italiani-in-svizzera-parenti-serpenti","status":"publish","type":"blog-post","link":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/blog-post\/gli-italiani-in-svizzera-parenti-serpenti\/","title":{"rendered":"Gli italiani in Svizzera, parenti serpenti?"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"fo-blog__detail__content__excerpt\">\n\n<b>Ce ne sono di ogni tipo, immigrati permanenti o temporanei, operai, ricercatori, imprenditori, figli dei figli, oppure approdati per una delle tante ragioni possibili. Come sono visti oggi, in particolare nelle regioni di frontiera?<\/b>\n\n<\/div>\n&nbsp;\n<div class=\"fo-blog__detail__content__content\">\n<div class=\"fo-row\">\n<div class=\"fo-blog__content-html\">\n\nLa pi\u00f9 grande comunit\u00e0 straniera ha il carattere eterogeneo che ne rende difficile una categorizzazione sistematica. Attratti da condizioni economiche migliori o da minore burocrazia, le ragioni che hanno gli Italiani per venire in Svizzera sono tante quante le storie di ognuno di loro. Oggi, le conseguenze della crisi economica in Italia hanno rilanciato gli arrivi, ben diversi da quelli del passato. C\u2019\u00e8 da capire, soprattutto di fronte all\u2019ennesima iniziativa contro l\u2019immigrazione, quanto i cugini elvetici vogliano davvero bene agli italiani.\n\nNell\u2019Ottocento la Svizzera si era trasformata in un cantiere aperto e aveva bisogno di braccia. Prima dal Nord e poi dal Mezzogiorno, furono in molti a proporsi come operai, camerieri e pura manovalanza. L\u2019idea era di guadagnare e poi, forse, ritornare in Italia. Furono seguiti poi, in vari momenti storici, da rifugiati politici e imprenditori in cerca fortuna. Se la prima generazione era a caccia di lavoro, la seconda, munita di doppio passaporto e capace di parlare la lingua, era italiana nel cuore, ma svizzera nei fatti. Gi\u00e0 alla terza i confini sono pi\u00f9 offuscati: la poca offerta di corsi d\u2019italiano non aiuta di certo a conoscere la lingua dei nonni. I giovani di terza generazione magari tifano Italia ai mondiali e hanno una macchina da macho, ma chiss\u00e0 quanti di loro hanno messo piede in Italia.\n\nAd affacciarsi in Svizzera da qualche anno a questa parte, invece, \u00e8 la generazione \u201cmille euro\u201d. Laureati, imprenditori e professionisti che non vogliono accontentarsi di ci\u00f2 che si offre loro in terra nat\u00eca. Parlano inglese, cercano di conoscere italiani ma non perdono l\u2019occasione di incontrare altri expat. L\u2019integrazione con la gente del posto non \u00e8 scontata, a meno che non la si cerchi a tutti i costi o non si parli la lingua del posto. E poi integrarsi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec indispensabile: con l\u2019alta velocit\u00e0 si arriva a casa in tempi ragionevoli e si possono tranquillizzare i propri cari via skype anche ogni sera. Le distanze si sono accorciate e la malinconia pu\u00f2 essere combattuta senza neanche doversi affidare alle tante associazioni createsi in passato per raggruppare gli italiani all\u2019estero. In fin dei conti, l\u2019importante \u00e8 essere pagati bene senza essere dissanguati dal fisco italiano.\n\n<b>I frontalieri o come logorare le relazioni tra italiani e svizzeri.<\/b>\n\nUn ultimo gruppo, ma di sicuro il pi\u00f9 discusso, \u00e8 quello dei frontalieri, poco classificabili per generazione o status, che attraversano quotidianamente il confine con il Ticino, alla stregua del protagonista della serie satirica Frontaliers Roberto Bussenghi. Si tratta solo di sketch comici, in cui per\u00f2 ci si possono riconoscere i quasi 60mila italiani, un numero sempre in aumento e sempre pi\u00f9 discusso.\n\nPonendosi la domanda su come sia percepita la comunit\u00e0 italiana in Svizzera, \u00e8 necessario scindere la questione in due parti. Da un lato non esiste pi\u00f9 una comunit\u00e0 omogenea che possa essere amata o odiata. Dall\u2019altro, malumori gi\u00e0 manifestatisi in passato si ripresentano nei confronti dei frontalieri, come si apprende da iniziative come quella \u201cContro l\u2019immigrazione di massa\u201d. Sebbene Berna ricordi quanto l\u2019economia necessiti della libera circolazione delle persone, in Ticino non la pensano cos\u00ec in tanti, tra cui i Verdi, che si sono staccati dalla linea nazionale per sostenere l\u2019iniziativa.\n\nNel cantone al di l\u00e0 delle Alpi gli stranieri, prevalentemente italiani, sono accusati di essere la causa di disoccupazione crescente e dumping salariale. Dal canto loro, i datori di lavoro non esitano a giocare al ribasso, sapendo di poter proporre salari che non arrivano al minimo svizzero ma sufficienti ad attirare stranieri. Il vero problema per il Ticino riguarda le proporzioni tra stranieri e autoctoni: un quarto della popolazione residente viene dall\u00b4estero, la met\u00e0 di questa dall\u00b4Italia. I frontalieri sono pari a un sesto della popolazione residente e circa un quarto degli occupati (Si veda O. Gonzalez,\u00a0<a href=\"http:\/\/www4.ti.ch\/fileadmin\/DFE\/DE-USML\/varie\/20130525_DATI_progressione_frontalieri_Ticino.pdf\" rel=\"nofollow noopener\">La vigorosa progressione dei \u00ab nuovi \u00bb frontalierei in Ticino<\/a>, Ufficio di Statistica, Maggio 2013). Per molti Ticinesi il messaggio \u00e8 chiaro: chi vuole lavorare in Svizzera deve rispettare le regole del mercato svizzero. E, sebbene la situazione sia meno grave di quanto generalmente descritta, non devono sorprendere n\u00e9 i timori di gran parte di loro che vedono regredire le condizioni di lavoro n\u00e9 le accuse mosse verso chi si sottomette a questo sfruttamento.\n\nIn conclusione si pu\u00f2 quindi dire che gli italiani sono ancora i cugini, ma come spesso succede, le relazioni tra parenti non sono mai facili. Tuttavia, se il problema fosse di facile soluzione, sarebbe gi\u00e0 stato risolto. Comunque sia, invece di accusarci l\u2019un l\u2019altro, uno sforzo comune sarebbe certamente pi\u00f9 utile.\n\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"featured_media":68606,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"archive-status":[],"region":[],"custom-themes":[1820],"class_list":["post-79897","blog-post","type-blog-post","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","custom-themes-migration"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/blog-post\/79897","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/blog-post"}],"about":[{"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/blog-post"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/68606"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"archive-status","embeddable":true,"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/archive-status?post=79897"},{"taxonomy":"region","embeddable":true,"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/region?post=79897"},{"taxonomy":"custom-themes","embeddable":true,"href":"https:\/\/foraus.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/custom-themes?post=79897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}